Ecco il testo:
Michael Jackson - Morphine
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He got flat, baby
Kicked in the back, baby
A heart attack, baby
I hate your power
A hot bitch, honey
He dug the ditch, baby
You make me sick, baby
So unreliable
I’m such a swine, baby
All down the line, debby
I hate your kind, baby
So unreliable
A hot buzz, baby
He want the buzz, baby
Another drug, baby
You don’t deserve it
Trust in me
Trust in me
Put all your trust in me
You’re doin’ morphine
"You heard what the doctor said?"
He got the place, baby
Kicked in the face, baby
He hate your race, baby
You’re not a liar
You’re every lick, baby
Your dog’s a bitch, baby
You make me sick, baby
You talk survival
She never come for me
She never want, baby
I got you up, baby
You’re just a rival
Always a play, daddy
Right up your league, debby
You’re throwin’ shade, daddy
So undesirable
Trust in me
Just in me
Put all your trust in me
She doin’ morphine
Go on, baby
Relax, this won’t hurt you
Before I put it in
Close your eyes and count to ten
Don’t cry, I won’t convert you
There’s no need to dismay
Close your eyes and drift away
Demerol, Demerol
Oh God, he’s taking Demerol
Demerol, Demerol
Oh God, he’s taking Demerol
He’s trying hard to convince her
To give him more of what he had
Today he wants it twice as bad
Don’t cry, I won’t resent you
Yesterday you had his trust
Today he’s taking twice as much
Demerol, Demerol
Oh God, he’s taking Demerol
Demerol, Demerol
Oh my, he’s got his Demerol
Ooww!
"You heard what the doctor said?"
He got shit, baby
Your dog’s a bitch, baby
You make me sick, baby
You are a liar
He shoot the game, daddy
Deep in the pain, baby
You’re all the same, baby
You’re so reliable
Trust in me
Trust in me
Put all your trust in me
She’s doin’ morphine
You just sit around
You’re talkin’ of it
You’re takin’ morphine
Go on, baby
You just sit around
Try talkin’ about it
You’re takin’ morphine
Just sit around
Just talkin’ nothin’ about it
She takin’ morphine
You just sit around
You talkin’ about it
You’re takin’ morphine
You just sit around
Just talkin’ nothin’
And takin’ morphine
Somethin’s goin’ down, baby
You’re talkin’ morphine
Go on, baby
Morphine
Do it
She’s takin’ morphine
Morphine
Morphine
traduzione
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E' finito a terra, baby
colpito alla schiena, baby
un attacco di cuore, baby
odio la tua forza
una calda sgualdrina, dolcezza
ha scavato il fossato, baby
mi fai star male, baby
così inaffidabile
sono così perverso
fino in fondo, debby
odio i tipi come te, baby
così inaffidabile
un caldo brusìo, baby
lui vuole quel ronzìo, baby
un'altra droga, baby
non te lo meriti
fidati di me
fidati di me
riponi tutta la tua fede in me
stai prendendo morfina
"hai sentito cosa ha detto il dottore?"
ha avuto il posto, baby,
colpito in faccia, baby
odio la tua razza, baby
tu non sei bugiarda
sei ogni leccata, baby
la tua cagna è una bastarda, baby
mi fai star male, baby
parli di sopravvivenza
non mi ha mai cercato
non ha mai voluto, baby
ti ho istigata, baby
sei solo una rivale
tutto un gioco, daddy
frutto del tuo patto, debby
stai gettando ombre, daddy
così indesiderabile
fidati di me
solo di me
fidati totalmente di me
sta prendendo morfina
continua, baby
rilassati, questo non ti farà male
prima che lo faccia entrare
chiudi gli occhi e conta fino a 10
non piangere, non ti convertirò
non c'è da spaventarsi
chiudi gli occhi e vai alla deriva
Demerol, Demerol, oh Dio sta prendendo Demerol
Demerol, Demerol, oh no ha preso il suo Demerol
oooww!
"hai sentito cosa ha detto il dottore?"
E' infognato, baby
la tua cagna è una bastarda
mi fai stare male
sei una bugiarda
hai colpito il bersaglio, daddy
nel profondo del dolore, baby
sei sempre la solita, baby
sei così affidabile
fidati di me
fidati di me
fidati totalmente di me
sta prendendo morfina
te ne stai lì seduto
ne stai prendendo
continua, baby
te ne stai seduto
prova a parlarne
stai prendendo morfina
te ne stai lì seduto
senza discuterne affatto
sta prendendo morfina
te ne stai lì seduto
ne stai parlando
stai prendendo morfina
te ne stai lì seduto
senza parlare
e prendi la morfina
qualcosa sta degenerando, baby
stai prendendo morfina
continua, baby
morfina
fallo
sta prendendo morfina
morfina
morfina
Ecco la chiamata fatta al 911 da casa di Michael Jackson. Un uomo parla con un tono eccessivamente tranquillo.
Voce Maschile: Abbiamo bisogno di una ambulanza al più presto.
Centrale: Ok, dateci l'indirizzo.
VM: 100 North Carolwood Drive, Loa Angeles, California 90077.
Centrale: Cosa è successo?
VM: Abbiamo una persona che ha bisogno di aiuto. Non respira più. Non respira. Stiamo cercando di rianimarlo ma senza successo.
Centrale: Quanti anni ha?
VM: Ha 50 anni.
Centrale: 50? Ok. E' cosciente? Non respira?
VM: Si, non respira.
Centrale: Ok. E non è cosciente?
VM: No. Non è cosciente.
Centrale: Dov'è in questo momento? E' sul pavimento?
VM: E' sul letto.
Centrale: Mettetelo sul pavimento.
VM: Ok
Centrale: Mettetelo per prima cosa sul pavimento. Poi vi aiuterò con la rianimazione, Ok? Abbiamo soccorsi già in arrivo. Cercherò di fare quello che posso per aiutarvi per telefono. Qualcuno si sta prendendo cura di lui?
VM: Si, abbiamo un medico personale qui con lui.
Centrale: Oh, avete un dottore quindi?
VM: Si, ma non reagisce a niente. Non reagisce alla rianimazione o a niente altro.
Centrale: Ok ma stanno arrivando. Se il vostro tizio sta già facendo la rianimazione o segue le istruzioni di un medico allora avete una autorità maggiore della mia. Qualcuno è stato testimone di quello che è accaduto?
VM: No, solo il dottore. Il dottore è stato l'unico presente.
Centrale: Così il dottore ha visto quello che è successo?
VM: (Parlando nella stanza) Dottore avete visto quello che è accaduto?
Centrale: Stanno arrivando. Sto trasmettendo le vostre risposte ai paramedici in arrivo. Stanno per arrivare...
VM: Grazie. Lui (il dottore) sta premendo sul petto, ma non sta rispondendo a niente...
Centrale: Ok, Ok. Stanno arrivando. Sono a meno di un miglio dalla vostra casa. Saranno là molto presto.
VM: Grazie, grazie!
Centrale: Ok, chiamate ancora se avete bisogno di ulteriore aiuto.
Si è poi appreso che il medico nella casa di Jackson, non identificato nella telefonata, era il dottor Conrad Murray, medico personale del cantante.

Secondo il racconto di Jermaine, fratello dell'unico e solo re del Pop , si sarebbe improvvisamente accasciato al suolo, mentre si trovava nella sua villa. Il suo cuore non ha retto. Tanti sono i dubbi: le persone che gli stavano più vicino sostengono che non stava male, nonostante le voci su una presunta grave malattica che hanno fatto il giro del mondo poco tempo fa. Il suo personal trainer dice che era in forma e si stava preparando al suo prossimo tour: nulla faceva pensare ad un malore improvviso, viste le sue condizioni. Vari rumors affermano che il cantante possa essere morto per un mix di alcol e droga o per un abuso di anti dolorifici (abuso accidentale o no?). Illazioni che stanno facendo incazzare tantissimo i fans sparsi per tutto il mondo (me compreso).
Intanto alla villa di Bel Air sono anche arrivati quelli di C.S.I Los Angeles (non mi riferisco al cast del telefilm ovviamente, anche perchè hanno fatto solo Las Vegas, New York e Miami): questo fa pensare che possa trattarsi di un suicidio, assistito dalla sua famiglia, anche se dal dipartimento parlano di normale procedura in questi casi. Supposizioni davvero molto pesanti, che pero’ non hanno ancora avuto conferma. Solo l’autopsia ci spieghera’ di cosa e’ morto Michael Jackson. Autopsia che verra’ fatta in giornata.
Tarak Ben Ammar, ex manager della pop star, si scaglia contro i medici, che hanno approfittato del fatto che Michael Jackson fosse ipocondriaco: “E’ chiaro che i criminali in questa faccenda sono i medici che l’hanno curato per tutta la sua carriera, che gli hanno distrutto il viso, che gli hanno dato dei medicinali per togliergli il dolore. Non riusciva a dormire e quindi prendeva sonniferi. Era un ipocondriaco e non si sapeva mai veramente se era malato perché era circondato da medici ciarlatani che vivevano di queste malattie, che fatturavano miliardi e miliardi di dollari in medicinali e vitamine“. Secondo lui proprio tutti questi medicinali avrebbero causato la sua morte. Senza dimenticare il suo stile di vita non proprio sano: “Mangiava male, non aveva una vita molto sana e non poteva fare sport“.
Era il 1993 quando ho acquistato il suo primo album. Era Dangerous. Non so perchè ma in Black Or White c'era qualcosa di ambiguo. Qualcosa di affascinante non solo dal punto di vista musicale. Lo ammetto, l'ho scoperto un po' troppo tardi. Certo, gli anni '80 li ho vissuti, ma ero in un età in cui è un po' difficile che la musica rappresenti una priorità. Ma ho recuperato subito. Ho amato Michael dal primo momento in cui l'ho incontrato. Non mi sono più fermato. Ho cercato in giro tutto ciò che lo riguardava per collezionarlo. Ho viaggiato indietro nel tempo con la musica acquistando tutti gli album realizzati in passato, andando a spulciare nelle cantine per ritrovare i vinili dei Jackson's per poi ascoltarli e riascoltarli in continuazione (per la gioia di mia mamma.. che a dire il vero ha imparato ad amarlo molto presto) fino ad imparare i testi delle sue canzoni a memoria. Piano piano la mia stanza si riempiva di foto che lo ritraevano, poster a grandezza naturale ed ho capito che era ora di smetterla quando ho cominciato ad attaccarli anche sul soffitto. Nel 1998 lo vedo dal vivo. Milano. San Siro. Esperienza mistica. Lo spettacolo più bello a cui io abbia mai assistito e che ricorderò per tutta la vita. Michael si porta dietro un ventennio di storia della musica. Michael ha inventato tutto quello che ora riproducono, chi meglio chi peggio, i vari Timberlake, Ne-yo, Britney e compagnia bella . Michael ha inventato il Pop. Michael è il Pop. Porta con se anche una vagonata di polemiche. E porta con se anche la mia adolescenza.
Grazie Michael.
Ti amerò per sempre.
Nel Nord della Turchia, un tribunale ha inflitto una singolare punizione ad un uomo reo di aver maltrattato la moglie solo perché, secondo lui, non svolgeva in modo adeguato il suo compito di casalinga, diversamente dalla sua seconda sposa. Leggendo questa notizia (riportata da TgCom) mi sono sorti due dubbi. Il primo è: chissà per quale stupido motivo avrà allora lasciato la seconda moglie? Il secondo è: perché non cercarne una terza allora? Fattostà che ora dovrà offrire alla consorte un bouquet di fiori una volta alla settimana per cinque mesi. Che condanna! Un gesto importante, se vogliamo, che mira in qualche modo a far capire a questo povero deficiente come si tratta realmente una donna. In Italia invece pare proprio che alcune rappresentanti del gentil sesso abbiano deciso di far crollare quello che per anni le femministe hanno cercato di costruire con la protesta. Per anni si è sempre parlato di impedire la strumentalizzazione della figura femminile nel mondo dello spettacolo al fine di utilizzare le chiappe come acchiappa spettatori. Per anni si è parlato di donne-oggetto scandalizzando l’opinione pubblica con lotte mediatiche contro le figure delle vallette, veline e starlette. E ora? Ora pare che per fare qualsiasi cosa tu debba avere sul curriculum vitae un passato da showgirl. Persino candidarsi alle Europee ora è un must per le ex miss. Per quanto io non trovi assolutamente impossibile il fatto che una bella donna sia anche in grado di portare avanti una candidatura politica, forse Noi abbiamo un pochino esagerato. Insomma, alcune delle candidate le ho incontrate in discoteca che sgambettavano in top e minigonna e giuro… giuro… non mi pareva avessero ambizioni politiche nel cassetto. Vabbè… sarò il solito superficiale, ma non mi pare che le altre donne, quelle “normali” l’abbiano presa meglio ‘sta faccenda. Poco importa. Non voglio addossarmi la responsabilità di aprire un dibattito politico attraverso le righe di una rubrica, come la mia su questo magazine, che solitamente si occupa di argomenti piuttosto leggeri, ma vorrei solo lanciare l’ennesima provocazione come è nel mio stile. Se la tendenza è che le donne in politica siano tutte bellissime, giovanissime, coltissime e cotonatissime, perché, per la parcondicio, lo stesso discorso non vale per gli esponenti del sesso maschile? Dai su! Guardate i nostri uomini in politica. Guardate in che condizioni sono. La metà di loto porta un tupè, i più audaci si sono fatti impiantare capelli sintetici, denti orribili, squallide cravatte verdi, culoni racchiusi in completi anonimi senza alcuna traccia di esercizio fisico. Corpi cadenti, scarpe col tacco, peli nelle orecchie e facce brutte… ma brutte. Possibile che tutte le ex modelle italiane vogliano candidarsi, e neppure un ex nuotatore, un attore di fotoromanzi, un mannequin, un cubista, abbia deciso di intraprendere la carriera politica? Se davvero ce ne fotte ben poco delle condizioni del nostro prodotto interno lordo, che almeno anche le donne trovino un certo interesse nel guardare i manifesti elettorali affissi (abusivamente come nella maggior parte dei casi) sulle pareti delle nostre città. Speriamo nella prossima tornata elettorale. 

Aidi ha commissionato uan ricerca scientifica. No... non quella delle caprette che salutano e i monti che sorridono, ma l' Associazione Industrie Dolciarie Italiane. Lo ha fatto per capire se dietro la scelta e le modalità di consumo di un gelato, possa nascondersi o meno una sorta di ritratto caratteriale del consumatore. Con un team di esperti e psicologi sono riusciti a stilare i seguenti profili.
ARTIGIANALE O CONFEZIONATO:
Chi preferisce il gelato artigianale è vicino alla dimensione gratificatoria-istinutuale e cerca godimento istantaneo nel gesto di mangiare il gelato. Chi sceglie il gelato confezionato tende a privilegiare gli aspetti razionali della vita.
CONO O COPPETTA:
Il cono è una figura geometrica che unisce il simbolismo del cerchio unito a quello del triango (tutti simboli di chiaro riferimento sessuale) ma di cui ancora incerto il preciso significato. Sembra in ogni caso che gli appassionati del cono abbiano una sorta di risonanza con lo spirito sublimato di Venere. Il quadro simbolico ... Visualizza altrodella coppa propone invece una sorta di "vaso dell'abbondanza" e di contenitore della bevanda dell'immortalità. In pratica chi sceglie la coppa pensa più ai vantaggi e la quantità.
LECCARE, SUCCHIARE O MORDERE:
La modalità più frequente è il "leccando" messa in atto da persone che amano la vita sociale, conoscere frequentare gente nuova. Si tratta in genere di persone ottimiste e di coloro a cui piace provocare chi sta loro attorno.
"Succhiare" è uan forma più infantile di "leccare". Chi mangia il gelato in questo modo è orientato ai legami affettivi intensi e simbiotici.
Chi morde il gelato è più riflessivo, cauto e attento alle circostanze della vita e non ama prendere decisioni affrettate.
CREME, FRUTTA, O GUSTI STRANI.
Chi sceglie i gusti classici è tuttaltro che privo di fantasia. E' semplicemente un vero amante del gelato, un intenditore che solitamente è in grado di distinguere un prodotto di alta qualit... Visualizza altroà da uno mediocre alla prima leccata.
Chi sceglie i gusti alla frutta non è un dipendente dal gelato. Lo fa principalmente per un fattore emotivo. Sceglie gusti che trasmettono sensazioni e raccontano una storia ad ogni assaggio, che solitamente parla d'estate e d'amore.
Chi sceglie i gusti strani ovviamente è un amante della trasgressione. Mangiare il gelato per lui non è un rito, ma una forma di svago.
GUARNIZIONI:
Granella di nocciole, frutta candita, scaglie di cioccolato, cialde e topic, solitamente adatti a chi ama follemente il gelato, tanto da voler amplificare l'esperienza. Chi sceglie questi ingredienti aggiuntivi solitamente è una persona molto passionale, decisamente portata nelle arti amatorie ed amante in generale della buona cucina.
Te li ricordi?
Il mio profilo.
Cono al cioccolato. Con Panna montata. A volte, se proprio sono esuberante, assieme al cioccolato anche il caffè o la stracciatella. Gradite la granella di nocciole, il topic al cioccolato e un biscottino per raccogliere la panna montata in eccesso.
Niccolò Fabi torna con un nuovo album E lo fa con un’incredibile sensibilità. Per fortuna la Radio mi da la possibilità di incontrarlo, e prima di farlo, ovviamente mi tuffo con tutto me stesso nell’incredibile poesia di “Solo un uomo”. Un lavoro maturo. Incredibilmente equilibrato. Sorprendentemente pulito e riflessivo. Insomma, arrivo all’incontro con la consapevolezza di incontrare un grande artista .
Fabio: Sono davvero contento di poterti incontrare perché così ho finalmente la possibilità di dirti che con “Solo un uomo” hai fatto davvero un buon lavoro…
Niccolò: Ah ah ah… certo, ammettiamolo, che si sappia in giro! Effettivamente io sono molto soddisfatto. Certo, la sensazione di aver fatto un bel lavoro poi non sempre corrisponde con quella che è il sentimento del pubblico, però è indubbio che il primo e fondamentale traguardo per una persona che fa musica è esserne orgoglioso e soddisfatto.
Fabio: “E’ solo un uomo quello di cui parlo…” è la prima frase della canzone che da il titolo all’album. Chi è quell’uomo? Sei tu?
Niccolò: Non solo. Chiunque. Parlo di te, parlo di me, parlo della persona che potenzialmente sta leggendo questa intervista. Tutti noi, anche se in maniera diversa, rispondiamo alle stesse pulsioni di base, abbiamo tutti le nostre paure, fragilità, che ovviamente sono diverse a seconda dei caratteri, però nelle radici, nel profondo, siamo tutti molto simili.
Fabio: In alcune recenti interviste hai detto che questo album segna una rinascita. Ti sei ritrovato, al termine del tuo contratto con la Virgin, ad essere libero da vincoli, quasi vergine, e hai dovuto ricominciare. Quale lavoro c’è stato dietro questo album?
Niccolò: C’è stata la forte sensazione di grandissima libertà dovuta all’assenza di un contratto con tutti i suoi vincoli e i limiti di tempo, anche se ammetto che psicologicamente un po’ risenti di una situazione del genere. Il fatto di essere soli, con tutte le insicurezze che comporta la solitudine, in realtà ti fa affrontare il lavoro musicale, il suonare, in maniera più disinteressata, quasi rilassata. E quindi indubbiamente un po’ questi fattori, un po’ il fatto che gli uomini quando passano i quaranta anni sentono che una parte della loro vita si è conclusa e ne comincia un’altra, mi hanno reso più sicuro e forte nel percorrere la mia direzione.
Fabio: Cito ancora una frase della title track: “Una menzogna è ancora più cattiva se nascosta dentro una preghiera”. Quali sono le più grosse menzogne con cui conviviamo in questo periodo?
Niccolò: Le menzogne sono potenzialmente tante. La problematica di questo periodo è che ci sono così tanti mezzi di comunicazione che ci danno la sensazione di darci informazioni che noi siamo quasi sempre convinti che le cose stiano come loro ci raccontano. E ci stiamo un pochino impigrendo, non andiamo a verificare, a controllare. Le menzogne sono ancora più insidiose quando noi le diamo per scontate perché ci arrivano da figure che consideriamo autorevoli, che sia un telegiornale… un sacerdote… anche in quel caso noi dovremmo sempre tener vigile l’attenzione.
Fabio: La tua opinione riguardo i talent show non è delle migliori. Hai dichiarato che sarebbero più dannosi per gli artisti che non vi partecipano piuttosto che per chi ci va da concorrente, perché sarebbero scoraggiati da questo ossessivo desiderio di apparire. E’ così?
Niccolò: Il problema non è tanto l’esistenza dei talent show, quanto l’inesistenza di altro. Cioè il fatto che non ci siano degli spettacoli in cui semplicemente, meravigliosamente, ci sia soltanto musica, senza che ci debba essere lo scontro tra Caio e Tizio , senza lo scontro tra i giudici, senza la ossessiva ricerca del carattere della madre del concorrente, senza televoto… semplicemente…musica.
Fabio: Potrebbe essere uno spettacolo interessante ora che mi ci fai pensare. Forse è un’idea talmente semplice che nessuno ancora ci ha pensato.
Niccolò: No, è evidente che la musica non basta, la televisione ha altri tipi di linguaggio, altri tipi di esigenze, e la musica è uno strumento che viene utilizzato dalla televisione a suo piacimento. Ripeto, il problema non è la presenza di X-Factor o di Amici, tra l’altro estremamente diversi tra loro, quanto l’assenza di altro. Dei ragazzi che invece fanno un lavoro musicale, creativo, possono sentirsi scoraggiati nel momento in cui credono che l’unica maniera per trovare un proprio pubblico sia partecipare un programma in cui devi cantare da Loretta Goggi, a Frank Sinatra, Orietta Berti e i Sex Pistols, perché in realtà vorresti fare un altro tipo di percorso.
Fabio: Come è stata l’esperienza di registrare, insieme ad un numerosissimo gruppo di colleghi, “Domani”, la canzone che è servita a raccogliere fonti per i terremotati d’Abruzzo?
Niccolò: E’ avvenuto tutto in maniera repentina, immediata, ovviamente senza preavviso. E questo ha fatto si che tutto sia molto spontaneo, senza che nessuno di noi potesse fare troppi calcoli. Per fortuna. Perché a volte gli entusiasmi si spengono e qualcuno può essere portato a fare una serie di ragionamenti sui pro e i contro, cosa me ne viene…cosa non me ne viene… In realtà ci sono state delle polemiche, ma quelle ci sono ovunque in Italia, perché non c’è azione che non possa essere considerata sotto altri punti di vista. Trovo comunque che il risultato artistico sia degno. Poteva venire molto peggio, e invece non vedo un lato negativo.
Fabio: Perché dovremmo acquistare “Solo un uomo”?
Niccolò: Ognuno sceglie la musica che sente più vicino a se. Io credo che “Solo un uomo” sia un disco che, per le persone che cercano un certo tipo di sensibilità musicale, può essere utile e di conforto in alcuni momenti della giornata. L’importante è vivere la musica e non accettarla passivamente.
Fabio: Nell’album c’è una splendida canzone dal titolo “La mia fortuna”. La tua fortuna qual è stata?
Niccolò: La mia fortuna è che non mi attrae ciò che mi distrugge. Nella mia vita non sono stato attratto masochisticamente dal baratro come accade a molti. Non mi riferisco solo al consumo di droghe o altro, ma alla tendenza umana di essere attratti da ciò che è pericoloso, un po’ come fanno i bambini. Per fortuna io questa cosa non ce l’ho avuta. Poi il fatto di essere nato a Roma e non in un quartiere periferico di una città del terzo mondo è stata una grande fortuna. Il fatto di aver goduto fino a questo momento di ottima salute è stata una grande fortuna… ce ne sono tante, troppe, rischierei di annoiarti.
Fabio: Non potendo adottare “Capelli” come canzone autobiografica del tuo repertorio, per la mia evidente tendenza a non essere molto legato alle mie ciocche, ho preferito “Lasciarsi un giorno a Roma”. Siccome nella mia vita col tempo le cose si sono evolute volevo chiederti se potevi attualizzare il testo, magari nel prossimo album. Come dire? Aggiornarlo in modo da farmi sentire ancora più partecipe. Potresti aggiungere per esempio “Mandarsi a cagare a Milano, negarsi al telefono a Bari e farsi trovare a letto con un altro a Bologna…”
Niccolò: Mi sembra un ottimo suggerimento. Ci penserò. E in bocca al lupo per la tua vita sentimentale che mi sembra…
Fabio: … un disastro! Grazie è stata una piacevole chiacchierata. A presto.
Niccolò: Grazie a te.
I ricci sono sempre gli stessi, solo un po’ più grigi.
Grazie a Niccolò Fabi.
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Scheda biografica:
Niccolò Fabi è figlio d’arte: il padre, Claudio, è stato uno dei più importanti produttori discografici dei Settanta (PFM, Alberto Fortis…), e non solo.
La sua esperienza parte da Roma, la città dove è nato nel 1968 ed è inserito nel suo fervido ambiente musicale di inizio Novanta, assieme a nomi come Daniele Silvestri, Max Gazzè, Federico Zampaglione, Riccardo Sinigallia.
Nel ’97, con Capelli, vince il Premio della Critica nelle Nuove Proposte al Festival di Sanremo. Dello stesso anno è il disco d’esordio, Il giardiniere, stretto fra melodie pop, reminiscenze anni 80 e qualche fendente rock. Nel ’98 presenta, sempre a Sanremo, Lasciarsi un giorno a Roma. Fa parte del secondo album, Niccolò Fabi, che contiene pure Vento d’estate,in coppia con Max Gazzè e Immobile assieme a Frankie HI-NRG.
Il terzo lavoro, Sereno ad Ovest, è del 2000, è ideato e arrangiato in proprio e sostenuto dal singolo Se fossi Marco. L'anno dopo esce una raccolta dei suoi pezzi più celebri, cantati in lingua spagnola per il mercato estero.
La cura del tempo è del 2003: il protagonista è il tempo che scorre, la storia, la prospettiva dell’esistenza. Fra gli ospiti Fiorella Mannoia, che canta in Offeso. Canzoni come È non è, Il negozio d'antiquariato sottolineano una vena compositiva sfaccettata e matura, che supera le pastoie del pop italiano.
Dopo la partecipazione, nel 2005 a La fantastica storia del pifferaio magico di Edoardo Bennato, Fabi arriva a Novo mesto (2006) con brani come Costruire e Oriente che proseguono il suo allontanamento dalla linearità dei brani dei primi tempi. Una raccolta nel 2006 (Dischi volanti 1996-2006), e un altro cd per il mercato spagnolo.
Nel 2007 la produzione del documentario Live in Sudan racconto di un viaggio e di un concerto di beneficenza effettuato nel paese africano e soprattutto del progetto Violenza 124: sette variazioni sul tema della violenza, condotte da un’idea musicale dell’artista assieme a Mokadelic, Olivia Salvadori & Sandro Mussida, Boosta, Roberto Angelini, gli Gnu Quartet e la Artale Afro Percussion Band.
Un doppio cd, a cui fa seguito la partecipazione alla scrittura con i Mokadelic della colonna sonora del film di Gabriele Salvatores Come dio comanda tratto dall’omonimo libro di Niccolò Ammaniti.
È il preludio a un nuovo disco, Solo un uomo, che esce alla fine di maggio 2009.
Tutti i timori che mi si ripresentano davanti ogni anno coi primi caldi, puntualmente sono tornati. Non credo di essere l'unico a patire questa innata fobia per l'estate. Il caldo mi terrorizza. Camminare tra la gente col rigagnolo di sudore che mi taglia la fronte a metà e l'antipatica gocciolina che si ferma sulla punta del naso è una cosa che odio. La sensazione di sporcizia anche dopo la quinta doccia della giornata. Il disagio dell'avere l'alone di sudore sotto l'ascella che, per quanto possa non emanare alcun odore, di sicuro suggestiona chi ti guarda, che di conseguenza parte prevenuto. L'estate proprio non la tollero. Per fortuna ho molte occasioni per giustificare il mio sudore. Quando lavoro non mi imbarazza. Insomma, la gente lo vede che ballo e mi scateno. Ma che motivazione ho quando sono completamente immobile? Ne risente anche il mio colesterolo. Lo ammetto. Strevolgo le mie abitudini alimentari. Tipo: la colazione diventa un maxibon...il pranzo a volte un paio di maxibon. Spesso e volentieri ci scappa il mojito. Non a pranzo ovviamente. E che ci posso fare? Sarà lo sconforto dovuto all'acido lattico accumulato dopo la prima seduta di jogging della mia vita, ma oggi mi sento proprio più vecchio. La schiena a pezzi. Gli stinchi pesanti e i polpacci doloranti. Vorrei un massaggio di quelli che ti spaccano a metà.
Sono certo che questa estate mi farà perdere quei dieci anni di vita XD.
La contrapposizione di due polarità è necessaria all'esistenza. L'equilibrio, per quanto fragile da mantenere, è la vera fonte della vita, per il semplice motivo che la sua alterazione rappresenterebbe la fine della stessa. Il conflitto non nasce dall'opposizione di due energie, ma dalla prevaricazione di una sull'altra.
Gli opposti li ritrovi ovunque. Nella gente stessa.
Una bella ragazza con molta probabilità sarà timida purchè inconsapevole della sua bellezza.
Una brutta ragazza sarà estroversa benchè consapevole della sua bruttezza.
Una ragazza consapevole della sua bellezza poco si sforzerà di apparire simpatica.
Una ragazza consapevole della sua bruttezza farà di tutto per apparire simpatica.
Ogni uomo, al raggiungimento della maturità sessuale, avvertirà l'esigenza di possedere sessualmente due o più donne.
Due o più donne, al raggiungimento della maturità sessuale, avvertiranno l'esigenza di essere possedute dallo stesso uomo.
Un essere umano cattivo, con molta probabilità, ha subito in passato vessazioni enormi.
Un essere umano buono, con molta probabilità, subirà nella sua vita vessazioni enormi.
Chi si piange addosso è probabilmente cieco innanzi alle sue fortune.
Chi si ritiene fortunato è probabilmente indifferente alle sue sfortune.
Un padre che considera i figli di sua proprietà, li perderà inevitabilmente.
Un padre che si considerà proprietà dei figli, guadagnerà la loro fedeltà.
I malati non sono mai ipocondriaci.
Gli ipocondriaci non sono mai malati.
Gli uomini belli non sono mai simpatici.
Gli uomini simpatici non sono mai belli.
Ancora un post sulla televisione. Numerosi sono gli spunti offerti dal tubo catodico in questo periodo. Difficile sintetizzare davvero. Per ogni prodotto della nostra TV ci sarebbe da scrivere all'infinito.
ANTONELLA CLERICI = INCAZZATA:
durante le sue ultime apparizioni in TV le si legge negli occhi un certo rancore. Evidentemente la rabbia per l'essere stata rimpiazzata e la consapevolezza che, nonostante i successi e l'affetto del pubblico, nel mondo della televisione italiana TUTTI SONO UTILI, MA NESSUNO E' INDISPENSABILE.
BARBARA D'URSO = INGENUA:
soprattutto quando cerca di fare delle battute con il doppiosenso a sfondo sessuale cercando di non sembrare una puttana, senza riuscirci.
BRUNO VESPA = SANGUINARIO:
la sua sete di linfa vitale è paragonabile solo a LESTAT, il personaggio di Tom Cruise in "Intervista col Vampiro". Sentirebbe l'odore del sangue anche sott'acqua come lo squalo di Spielberg. Di sicuro segna su un calendario il numero di giorni che lo separano da qualche tragedia immane, che ne so, tipo la morte del Papa.
CATERINA BALIVO = TENACE:
nonostante il palese insuccesso delle sue trasmissioni, queste non vengono mai cancellate e lei conserva ben saldo il suo culo in prima serata. Insomma, è l'esempio lampante di showgirl che l'ha data alla persona giusta.
I CESARONI = IL NULLA:
quante probabilià ci sarebbero che un qualsiasi canale televisivo estero mandi in onda una simile cagata? Ma siccome noi Italiani siamo sempre in grado di superarci, ne è stata prodotta anche una serie di DVD.
PIERO CHIAMBRETTI = L'ILLUSIONISTA:
riesce a farti mangiare un piatto di merda spacciandotela per finissimo cioccolato al latte.
ELISA ISOARDI = LA SOSTITUTA:
Antonella Clerici? Prrrrrrrrrrrrrlllllllllllllllllllrrrrrrrrlllllllllllll!
FABIO FAZIO: L'INTELLETTUALE:
lo so... lo stiamo pensando tutti. Anche lui avrebbe una pazza voglia di scorreggiare in diretta e dire qualche parolaccia, ma siccome lo fanno tutti ha pensato bene di distinguersi.
FIORELLO = STANCO:
non so per quale motivo ma il suo sguardo ultimamente mi ricorda quello di Lady Diana nell'ultimo capitolo della sua vita. Oddio, non voglio certo dire che farà la sua stessa fine, ma leggo nei suoi occhi la stanchezza di chi non ne può davvero più.
LUCIANA LITTIZZETTO = L'INCOMPRESA:
se solo la gente capisse davvero quello di cui parla nelle sue apparizioni, non riderebbe affatto. Grandissima come sempre.
MARCO CARTA = IL FROCETTO:
il suo tentativo di fare ironia sulle foto che lo hanno sputtanato in tenuta adamitica su internet è stato alquanto patetico. Ci vuole un certo stile anche nel ritrarsi con l'autoscatto. Un consiglio: mai un armadio come sfondo, è proprio squallido.
MARIA DE FILIPPI = LA REGINA:
potrebbe vincere le elezioni se solo volesse. Potrebbe plagiare la gente e convincerla davvero a comprare i cd dei ragazzi di Amici... ah no... quello lo fa già.
MIKE BONGIORNO = L'OSTINATEZZA:
c'è un tempo per tutto caro Mike. Il tuo è finito. L'ho notato solo io che negli ultimi tempi è visibilmente rincoglionito?
PAOLA PEREGO = SFORTUNATA:
ogni volta ce la mette tutta per apparire simpatica agli occhi del pubblico, ma non c'è niente da fare. Quando sembra quasi che ci stia riuscendo fa una cagata. Provaci ancora Paola. O magari rinuncia.
PAOLO BONOLIS = THE MILLIONAIRE:
si gode i soldoni presi per Sanremo, ma ora, per non farci vedere che sta con le mani in mano, se ne uscirà con una cagata di trasmissione pop-trash e tutti applaudiremo.
· Impiegato in completo color crema che lucida il diplay del cellulare sulla manica della giacca. (solitamente trattasi di I-phone o Blackberry)
· Donna con nome eccessivamente tradizionale come Carmela o Sterpeta che si fa chiamare dagli amici con un nome totalmente differente, solitamente più brutto, come Jennifer o Tamara.
· Teenager che utilizza in una qualsiasi conversazione terminologie defilippiane come “non mi trasmette niente” oppure “a me non mi è arrivato”. Orribile.
· Ragazzo palestrato con abbigliamento firmato “Corona’s”.
· I fondatori dei gruppi di facebook che sembrano aver creato una loggia massonica.
· Chi critica gli “Emo” ma è stato fan dei Cure.
· Chi prende da bere al bancone del bar e non lascia spazio agli altri finchè non ha finito.
· Le donne che entrano nel bagno in coppia.
· Chi non scrive i titoli delle canzoni quando masterizza un cd.
· I ragazzi che passeggiano ascoltando la musica dai cellulari senza gli auricolari.
· I genitori che rimproverano i figli in pubblico facendo zittire un intero ristorante.
· Chi scrive messaggi subliminali nel topic di msn.
· Gli skaters che non sanno andare sullo skateboard.
· I maschi che cantano al karaoke canzoni da donna.
· I maschi che pubblicano le foto a petto nudo su facebook ma tagliano la panza.
· Chi ti tagga nelle foto in cui non ci sei solo per fartela cliccare.
· Chi snobba i social network ma dentro di se si sente emarginato.
· Chi ha scritto su facebook quanti sms di donazione ha inviato per i terremotati.
· Chi va a scuola con la macchina.
· Chi si fa tatuare il proprio nome. Che è? Paura di dimenticarselo?
· Chi, mentre stai mangiando qualcosa che a te piace ma a lui/lei no, ti fa “bleah! Che schifo! Ma come fai a mangiarlo?”
· Chi indossa le t-shirt con la cravatta e il gilet stampati sopra.
· Gli uomini con i pantaloni color senape, verde acqua o rosa.
· Chi compra un capo d’abbigliamento perché “questo non ce l’ha nessuno”. Se non ce l’ha nessuno ci sarà un motivo.
· Chi indossa un capo d’abbigliamento pubblicizzatissimo e poi s’incazza se nel locale c’è qualcuno che ce l’ha uguale.
· Chi va alle serate perché c’è il dj di Milano.
· Chi conosce il curriculum vitae di Ralf a memoria, ma non sa chi ha scoperto l’America.
Se avete altre idee postate pure un commento :D

Stasera a fare la guerra a X-Factor non c'era la De Filippi, ma un altro colosso della televisione e della musica: Tommy Parisi.
Attenzione, non è sarcasmo. Il suo """""""""""""""""""""""""""""""show""""""""""""""""""""""""""""""" su Telesveva è seguitissimo. Lui è barese, ma parla e canta con un incredibile e credibile accento napoletano. E' un prodigio della musica. E' un bel ragazzo, ha una bella voce ed è uno dei simboli del neomelodico partenopeo. Canta da quando era poco più che un bambino e i suoi fans lo venerano come fosse David Bowie. Sono esterrefatto.
Questa è la copertina del suo nuovo album. Si intitola Enigma, e in effetti è davvero un mistero il motivo per il quale sia nudo abbracciato ad una chitarra... ma soprattutto perché abbia una giacca di pelle appoggiata ad una spalla sola. Discutibile il tatuaggio, ma ho un tribale sul culo e una lapide sulla schiena quindi sono la persona meno indicata a esprimere un parere in merito.
Ecco alcuni dei messaggi più significativi che i suoi fans lasciano sul suo guestbook.
Un saluto a tutti quelli che mi conoscono? Magalli si sarebbe reciso la carotide.
Poverino... lo sfottono.
I Parisini? Un brivido lungo la schiena.
Invitato?
Il concetto è chiarissimo. Le "h" servono a rinforzarlo.
"Propio" disponibile la signora.
Congiuntivi e soprannomi.
A tutti i bambini che hanno perso la vita nel terremoto.


Ce l'abbiamo fatta! L'immaginario collettivo cambia colore... e non solo, cambia anche veste grafica. Lo ammetto, ero un po' stanco di tutto quel nero imperante. Sarà che di nero nella mia vita in questo periodo ce n'è ben poco. Sono felice... si può dire o si scatena Povia coi suoi cartelli che afferma che serenità è meglio di felicità? Certo un po' di stress sul lavoro e la tragedia del terremoto insidiano questa conditio mentis e offrono spunti di riflessione... ma la vita inesorabilmente continua. Non per fare il sempliciotto, ma purtroppo chi fa il mio lavoro... o comunque uno simile al mio, ha passato tutto il tempo in questa settimana a contare le vittime e a sperare che sempre di più fossero invece i sopravvissuti riportati alla luce dai grandi uomini dei soccorsi. Per questo il mio "sono felice" suona più come un "vorrei tanto essere davvero felice". Un piccolo sforzo e l'incapacità di esprimere a pieno l'amarezza che questa storia mi ha trasmesso. Non dormo da cinque giorni.
Per questo ho deciso di impiegare il sonno perso per fare qualcosa di costruttivo come una bella rinfrescata al mio blog. Ormai trascurato e privo di forma rieccolo in una veste essenziale, geometrica, precisa e pulita. Con un rosa da far tornare il sorriso e una bellissima PHOTOGALLERY nella quale sono già stati caricati alcuni recenti scatti e lavori.
Grazie a Max Baccano per la consulenza e la realizzazione dell'Header davvero molto elegante.
Benvenuti ancora nell'IMMAGINARIO COLLETTIVO.
Il mistero svelato nel video che segue.

Apro Vanity Fair e leggo “Il difensore di Dio”, rinuncio. Decido di sfogliare Diva e Donna (si è per caso capito che sono dall’estetista?) e trovo un altro articolo dal titolo "Gesù mi ha salvato e ha fatto di me il Suo campione". Basta, proprio non ce la faccio quando alla terza riga leggo che esiste un’associazione che si chiama “Gli atleti di Cristo” di cui, il protagonista di tutti gli articoli che ho appena citato, è il massimo rappresentante in questo periodo: Nicola Le Grottaglie. Per carità, ben venga un circolo di atleti che unisce ai valori dello sport anche una morale religiosa, ma secondo me sul nome potevano pensarci su un altro paio di volte. Insomma, Le Grottaglie in questo periodo te lo ritrovi dappertutto, sui giornali, in trasmissioni come quella di Chiambretti o della Ventura, e addirittura in libreria con una religiosissima biografia (ed io che pensavo che i calciatori scrivessero solo libri di barzellette..tzè). Il messaggio in estrema sintesi quale sarebbe? Che prima come calciatore era un bidone, e ora che si è convertito è un asso del pallone. Tutto questo perché, a suo dire, è da tre anni che non si concede ad una donna. Il che per alcune donne potrebbe rappresentare uno spreco, visto che tra le altre cose è anche belloccio. Ma davvero ce la beviamo? Insomma, non mi pare che Totti abbia mai praticato l’astinenza sessuale per diventare un campione. Sforna pargoli dai nomi strani come fossero pasticciotti! Il punto è che Le Grottaglie secondo me ha scoperto che anziché pensare giorno e notte alla patata, se si concentra anche su quello per cui è pagato fior di milioni, forse riesce anche a combinare qualcosa. E mi sta pure bene se decide di non fare sesso (tanto a me non mi cambia mica la vita!). Attenzione però! Perché se la vicenda Le Grottaglie, che predica la castità fino al matrimonio, viene erroneamente sottolineata proprio quando Sua Santità, in viaggio in Africa, afferma che l’unico mezzo per salvarsi dall’Aids è la castità e che il profilattico non funziona, si rischia di confondere tutti. Non a caso (per quanto in questi giorni Bagnasco possa arrabbiarsi) mezza Europa si è mossa per ribadire il concetto che, concedetemelo almeno questa volta, Ratzinger ha sbagliato. Insomma, ammenochè non decidiate di fare come il difensore della Juventus, il preservativo vi salva la vita. Ve la salva, capite? Crea una barriera di lattice tra voi e il virus. Quanti tra voi che state leggendo in questo momento arriveranno vergini alle nozze? Ammettiamolo. Pochi. Bene. Usatelo. Poi magari vi confessate la domenica prima della Messa. Nel Natale del 1983, Giovanni Paolo II volle andare in prigione per incontrare il suo attentatore turco e dargli il suo perdono. Volete che Dio non vi perdoni perché avete deciso di salvarvi la vita?
“Si vive una volta sola, ma se lo fai bene, una volta è abbastanza” Joe E. Williams.
Da Wikipedia:
Watchmen è un film statunitense diretto da Zack Snyder uscito nel 2009. Esso è una trasposizione cinematografica della miniserie a fumetti di 12 numeri vincitrice di un Hugo Award creata da Alan Moore e Dave Gibbons.
Originariamente il produttore Joel Silver aveva chiamato il regista Terry Gilliam per girare il film; dopo vari script disse che era possibile realizzare un film di almeno 8 ore. Più tardi il produttore Gordon e Lloyd Levin con Universal Studios e Paramount Pictures hanno ingaggiato lo sceneggiatore David Hayter (doppiatore americano di Solid Snake del videogioco Metal Gear Solid) che ha rielaborato lo script. Darren Aronofsky e Paul Greengrass erano stati coinvolti dalla Paramount ma poi il progetto è stato cancellato per dispute di ordine economico.
In un'intervista rilasciata a Wizard, pubblicata il 2 gennaio 2008, Moore ha dichiarato che non intende vedere il suo nome accreditato nei titoli del film, ripetendo un atteggiamento già tenuto in precedenza per altri adattamenti cinematografici di sue opere (come V per Vendetta), da cui si è pubblicamente dissociato.Il film è uscito in molti paesi, tra cui Stati Uniti e Italia, il 6 marzo 2009.
Diario di Rorschach, 18 ottobre 1985.
Carcassa di cane in un vicolo stamattina e tracce di pneumatico sullo stomaco spappolato.
Questa città ha paura di me, io ho visto il suo vero volto.
Le strade sono lunghi rigagnoli.
E i rigagnoli sono pieni di sangue.
E quando alla fine le fogne si ricopriranno di croste tutti i parassiti affogheranno.
Il sesso e i delitti accumulati come sudiciume li sommergeranno fino alla cintura, e le puttane e politici guarderanno verso l’alto e grideranno : “Salvaci!”
E io sussurrerò: “No.”
clicca sull'immagine per ingrandire
Non so se ci avete fatto caso, ma la recente campagna pubblicitaria per l’ennesimo servizio offerto dalla televisione satellitare creata da Robert Murdoch nel 1989, contiene una frase che, oltre a promuovere efficacemente il doppio decoder con doppio telecomando e doppia scelta dei programmi, sembra anche una risposta alle recenti polemiche che lo vedono contrapposto al Biscione, non in qualità di presidente del Cosiglio, ma in quella di proprietario del più grosso gruppo televisivo del nostro Paese. “Il tempo in cui il potere era nelle mani di uno solo è finito”. E’ la più elegante, implicita e spietata dichiarazione di guerra che si sia mai vista nel campo pubblicitario, almeno in Italia. Entrambi (mi riferisco ovviamente a Murdoch e Berlusconi e non ai decoder) sono stati inseriti dalla rivista Forbes nella lista dei 109 uomini più ricchi e potenti del mondo. Entrambi puntano al controllo delle televisioni lanciandosi pubblici attacchi. Berluscioni insidia il monopolio delle satellitari con il suo digitale terrestre, Murdoch invece strizza l’occhio alla tv generalista accaparrandosi il più grosso personaggio televisivo attualmente esistente che è Fiorello. Una vera e propria battaglia in cui noi, il pubblico, rappresentiamo l’esercito. Per una volta però non ci saranno vittime e non ci saranno armi. Se non quell’arnese ad infrarossi che va comunque puntato come una pistola ma sempre e solo verso un unico bersaglio: il televisore. Saremo noi a decidere chi vince. Come mercenari ci venderemo piacevolmente al più facoltoso offerente e combatteremo senza muovere un dito. Anzi no. Uno soltanto.

Sanremo, polemiche, canzoni (relativamente brutte). Il mio rapporto con il festivalone è ormai da anni passivo. La presenza di figli d’arte in particolare non mi ha mai entusiasmato. Un po’ perché i precedenti lasciavano davvero a desiderare (vedi Battaglia in qualche passata edizione, stonatissimo e fuori luogo, quasi peggio la Canzian, figlia di Red, nel più recente). Ma per fugare ogni dubbio colgo l’occasione per intervistare la più importante “figlia di” (che detto così non suona neanche tanto bene) partecipante all’ultima kermesse. Parlo ovviamente di Irene Fornaciari e la sua canzone, Spiove il sole, a dirla tutta non mi è affatto dispiaciuta.
F: Ciao Irene, come stai?
I: Sto benissimo, sono molto contenta, un po’ stanca perché sto facendo molta promozione, ma meglio così…
F: Classe 1983, praticamente una bambina anagraficamente. Ma artisticamente sei già piuttosto matura. Il tuo curriculum annovera tra le tante cose la scrittura di una colonna sonora per la Dreamworks (Spirit, cavallo selvaggio) che tra l’altro è stata interpretata proprio da tuo padre, oggi però ti farò delle domante poco convenzionali. Prima però permettimi la più tradizionale delle questioni da porre a chi ha partecipato al Sanremo. Come è stato?
I: Devo dire, un po’ di cose le ho fatte, ho sulle spalle la cosiddetta gavetta. Ho fatto l’Olympia di Parigi, la Royal Albert Hall, quindi all’inizio ho pensato “vado a Sanremo, ce la posso fare senza problemi”… niente, alla prima prova mi tremavano terribilmente le gambe. Un’emozione da brivido. La voce non voleva assolutamente venire fuori.
F: Visto che stiamo parlando di Sanremo, parliamo un po’ dei tuoi colleghi e ti invito a questo punto anche ad essere un po’ velenosa…ma ho già capito che non caverò un ragno dal buco… io ci provo lo stesso. Il tuo parere sul vincitore Marco Carta.
I: Come tante persone hanno dei pregiudizi nei miei confronti, per un motivo che è ben chiaro a tutti, anche io ne avevo alcuni nei suoi. Ma mi ha sorpresa piacevolmente, canta davvero bene.
F: Quindi ti sei ricreduta? Beata te. Andiamo avanti: Al Bano.
I: Una voce potentissima.
F: La vincitrice delle nuove proposte: Arisa.
I: Ho pensato sin dall’inizio che avrebbe vinto lei, e così è stato. Abbiamo avuto un buon rapporto dietro le quinte.
F: Basta parlare degli altri, ora passiamo a te. L’album è uscito il 20 febbraio. Si chiama Vintage Baby. Come mai questo titolo?
I: Non è da intendere come “bambina vintage”, ci dovrebbe essere una virgola tra le due parole, quasi a dire “ehi qui si fa del vintage” proprio perché volevo far capire la direzione musicale dell’album che si ispira alle sonorità degli anni ’60 e ’70.
F: Io lo so che voi figli d’arte avete una sorta di rapporto conflittuale con il vostro cognome, perché confrontarsi con il peso così grande della carriera di chi vi ha preceduti è sempre un’enorme difficoltà. Molti potrebbero pensare che è un’agevolazione, ma quali sono le problematiche dell’avere “Fornaciari” scritto sulla carta d’identità? (Ci tengo a specificare che in realtà sulla copertina dell’album non v’è traccia del cognome paterno).
I: Il rapporto col mio cognome è stato problematico fino a qualche anno fa. La vera difficoltà è il pregiudizio. La gente da per scontato che se ti chiami Fornaciari sei raccomandata. E’ per questo che ho sempre chiesto a tutti di ascoltarmi prima di potermi dire, eventualmente, che non so cantare.
F: “Spiove il sole” è davvero una bellissima canzone. Secondo te, avresti potuto vincere?
I: Beh, adoro quella canzone, altrimenti non l’avrei scelta per il festival, ma sono contenta che abbia vinto Arisa, perché è davvero carinissima e dietro le quinte mi ha fatto un sacco di complimenti.
F: E’ stato più bello suonare con Dolores O’Riordan alla Royal Albert Hall di Londra o stare qui con me a scambiare quattro chiacchiere?
I: Beh.. sono due cose diverse… magari dovremmo cantare insieme qualcosa per stabilire un feeling.
F: Fidati se c’è qualcuno che canta peggio di Chiara Canzian quello sono io. Anche se sembrerebbe impossibile.

E che succede? Mi si apre un sito sullo studio approfondito delle sacre scritture. MA VI RENDETE CONTO? A ME? MA VAFFANCULO A TUTTO IL CLERO DEL MONDO!
Ecco anche il nuovo video di Carmine Di Pancrazio. Buon divertimento.

Eluana Englaro (Lecco, 25 novembre 1970 – Udine, 9 febbraio 2009)
"Ma che cosa c’è di “naturale”
in una sala di rianimazione?
Che cosa c’è di naturale
in un buco nella pancia
e in una pompa che la riempie
di grassi e proteine?
Che cosa c’è di naturale
in uno squarcio nella trachea
e in una pompa che soffia l’aria nei polmoni?
Che cosa c’è di naturale
in un corpo tenuto biologicamente in funzione
con l’ausilio di respiratori artificiali,
alimentazione artificiale,
idratazione artificiale,
svuotamento intestinale artificiale,
morte-artificialmente-rimandata? "
Piergiorgio Welby da lettera al Presidente

Piergiorgio Welby (Roma, 26 dicembre 1945 – Roma, 20 dicembre 2006)



